Energia Idroelettrica.
Già gli antichi greci e romani, utilizzavano l'immensa potenza cinetica dell'acqua, per azionare grandi mulini per la macinazione del grano.
Occorre però aspettare la fine dell'ottocento, e più precisamente la seconda rivoluzione industriale, quando le ormai desuete ruote idrauliche vennero trasformate in turbine.
Ed è proprio la turbina a costituire il "cuore" delle moderne centrali idroelettriche.
L'acqua, attraverso psecifiche opere architettoniche, viene convogliata in una o più turbine che ruotano grazie alla spinta dell'acqua. Ogni turbina è accoppiata a un alternatore che trasforma il movimento di rotazione in energia elettrica.
La velocità impressa dall'acqua alle turbine viene generata attraverso una differenza di quota, detta "salto". Nello specifico in pressione idrodinamica alla quota in cui sono posizionate le turbine.
In genere viene creato un lago artificiale per mezzo dello sbarramento di una gola fluviale con una diga. Da questo bacino l'acqua viene convogliata in una condotta forzata fino alle turbine, alle cui pale trasferisce l'energia cinetica.
Le centrali idroelettriche vengono suddivise fondamentalmente in centrali a bacino e centrali ad acqua fluente.
Un'esempio di centrale a bacino, è quella che delle Tre gole, costruita in Cina sul Fiume Azzurro. Il bacino idroelettrico è costituito da una diga che ha il doppio scopo di creare una riserva d'acqua e di creare un dislivello.
Tra il punto di presa e la centrale elettrica l'acqua è trasportata mediante una condotta forzata. La turbina della centrale trasforma l'energia cinetica dell'acqua in energia meccanica. Un alternatore, accoppiato alla turbina, infine, trasformare l'energia meccanica in energia elettrica.
Le centrali idroelettriche ad acqua fluente, non dispongono di alcuna capacità di regolazione degli afflussi, mediante la condotta forzata dell'acqua.
Pertanto, se si esclude la quota di deflusso minimo, la portata sfruttata è direttamente proporzionale a quella disponibile nel corso d'acqua. La turbina, quindi, produce energia, in base alla disponibilità del corso d'acqua.
Pur essendo una forma di energia "pulita", quella idroelettrica non è completamente priva di rischi per l'ambiente e per l'ecosistema.
Il principale fattore negativo, connesso alle centrali idroelettriche è il progressivo interrimento cui inevitabilmente vanno incontro, nel tempo, i bacini di accumulo.
Per evitare catastrofi occorre periodicamente dragare i bacini e netere sotto controllo la portata geologica dei terreni circostanti.
Altre ripercussioni ambientali, possono essere costituite dalle dighe.
Bloccando il trasporto solido dei fiumi (sabbie e ghiaie) alterano l'equilibrio tra l'apporto solido e l'attività erosiva nel corso d'acqua a valle (erosione del letto del fiume) fino al mare.
Il fenomeno dell'erosione delle coste, è dovuto in gran parte alla diminuzione di afflusso di componenti solidi trasportati dalle acque dolci al mare.
Grandi bacini idroelettrici inoltre possono in alcuni casi avere impatti ambientali e socio-economici di diversa entità o gravità sulle zone circostanti (modifica del paesaggio e distruzione di habitat naturali, spostamenti di popolazione, perdita di aree agricole, ecc.). Lo studio di fattibilità deve essere particolarmente accurato soprattutto per quanto concerne l'analisi puntuale della geologia dei versanti e delle "spalle" su cui si attesterà la diga.
Purtroppo in passato sono accadute parecchie sciagure relativamente alla sbagliata valutazione nella progettazione delle dighe. |
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